martedì 2 dicembre 2008

Storie incredibili (ma vere)

Trentacinque anni non sono passati invano - Storia di Ermanno e Letterio

30 novembre 2008 10.33
oggettoLetterio Lo Galbo ti ha inviato un messaggio su Facebook...


Quando ho letto il nome Letterio Lo Galbo ti devo confessare che ho pensato "chi lo conosce questo?" ma poi poi ho letto il testo del messaggio allegato
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ciao vecchio amico
"non sei cambiato,un po' di bianco , adesso sei veramente un ing.quando ti ho conosciuto io eri un giovane bersagliere per caso,mia figlia mi ha scritto a facebook, e mi ha detto se sono iscritti puoi trovare dei tuoi vecchi amici, tu sei il primo, forse e meglio che aiuto la tua piena memoria, Lo Galbo Letterio , sacile pn. 1972, 36anni fa' una vita ero addetto al cinema, mi hai fatto anche dei lavori con il vecchio mangiacassette 'facevamo sentire la musica tra un tempo e l'altro spero che ti ricordi e mi rispondi, ci tengo...quello fai tu l'ho visto nel tuo sito,io sono sempre stato nel campo orafo,sai a valenza si fa solo questo, dai il resto alla prossima puntata,un grosso abbraccio e a presto"
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Sono rimasto senza fiato dalla commozione, in queste poche righe hai fatto risvegliare anche nella mia memoria tanti ricordi e tante situazioni vissute in caserma (però purtroppo per i nomi io non sono come te, non ho molta memoria). Partiamo dai primi che mi sono venuti in mente.
  • Caserma Garibaldi, Ermanno Peciarolo, incarico "conduttore"
  • Giuliano Vertuani (lui mi sembra che ha la laurea, io no) ricordo che era "invaghito" follemente da Mina, dopo venti anni me lo sono ritrovato davanti quale controparte "ispettore" dei processi di qualità' (ti confesso che non poteva non finire che a "ciriole" ed altri piatti della cucina umbra. Ho ancora il suo cellulare e domani provo a chiamarlo; questi sono i suoi riferimenti che ho trovato su internet

    Responsabile Gruppo di Audit di SGQ 1/3/2005 - 28/2/2011 CEPAS
    VERTUANI GIULIANO APRILIA (LT) - LAZIO
    Certificato N° 248

  • Un ragazzo di cognome Bevagna originario del paese umbro omonimo, che ho una volta riconosciuto mentre stava lavorando per una TV locale
  • Un ragazzone viterbese, finito sulla sedia a rotelle a seguito di una caduta al volteggio (io ho preso la punizione ma non ho saltato) e portato via dalla caserma quasi di nascosto
  • un simpaticissimo amico (mi sembra baffuto) di Orvieto
  • un altro autista come me, punito dal capitano per "furto d'uso" per aver spostato la macchina dal parcheggio (non si usciva quasi mai, dovevamo stare giornate intere con lo straccio in mano, pronti ad agitarlo se passava qualcuno) quando io portavo a casa dello stesso capitano, il parmigiano destinato al nostro vitto che, proprio lui l'accusatore, spesso si rubava.
  • Ricordo che mal sopportavo i militari di carriera e che all'epoca mi collocavo tra extraparlamentare ed anarchico; non volendo portare a casa niente che mi ricordasse i quindici mesi (lavoravo da tre anni in Telettra e consideravo il periodo del militare una perdita di tempo), la notte precedente il congedo ho fatto volare il mio cappello da bersagliere, dalla finestra della camerata sopra le docce (piume minime di ordinanza comprese)
  • Tranquillo non temere il tempo smussa gli spigoli, nel 1974 mi sono sposato, politicamente parlando sono stato sempre rispettoso delle "regole", sono stato al rientro al lavoro, rappresentante sindacale FIOM CGIL (anche iscritto al PCI) e poi dal 1980 ad oggi ho lavorato in una cooperativa facendo da sempre quello che mi è sempre piaciuto, il progettista elettronico. Ho una figlia sposata di trentatré anni ed una di venti sei da poco laureata e che, guarda un po il caso, ha la passione del cinema( http://www.youtube.com/watch?v=I0umHDZXlGM ). La tua citazione del CINEMA della caserma mi ha fatto riaffiorare ricordi che, da parte mia non sono molto nitidi ed avrei piacere avere altre conferme dal "tuo" punto di vista.
Ti parlo ora di quello che io ricordo su di te (non molto purtroppo9 e del cinema della caserma.
Non ricordo come ci siamo conosciuti, ma mi sono da sempre immedesimato nel bambino di "Nuovo cinema Paradiso", da te addestrato sul funzionamento della macchina da proiezione (per capire se qualcosa non andava bastava sentire i fischi e le urla dei soldati dalla sala).

Per poterti sostituire, quando andavi tu in libera uscita, in particolare ricordo che mi avevi insegnato un sacco di manovre quali:
  • Il riavvolgimento e poi il caricamento della pellicola in macchina (un percorso irto di ostacoli, da sbloccare con levette nascoste)
  • Quando durante la proiezione la pellicola si strappava, ricordo che si doveva aggiuntarla (mi sembra con una specie di taglierina e dell'acetone)
  • Se sullo schermo compariva una riga in mezzo, si doveva riallineare manovrando una leva, fino fino a farla sparire
  • Quando sullo schermo si iniziavano a vedere delle macchie (nelle parti chiare della proiezione) a causa del "consumo" degli elettrodi della lampada ad arco , bisognava avvicinarli girando delle manopole nere fino a quando non si vedeva la proiezione ritornare ad un bianco uniforme
  • La regolazione della messa a fuoco fatta guardando dal buco quadrato
  • Le luci e la regolazione del volume in sala
Ricordo che era una cosa che facevo, affascinato più' dalla gestione della macchina da proiezione che dalla qualità dei film che noi proiettavamo

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Sono curioso di sapere come da Palermo (mia moglie anche è siciliana) ti sei "accasato" a Valenza.
Come prima parte penso che possa bastare, con Facebook ho poca confidenza, provo a scrivere sul Blog di GMAIL; aspetto tuoi commenti.

Ora sono le due e vado a letto, per il prossimo messaggio conto di parlarti di:
  • La corsa al rientro dopo la marcia
  • I "nonni"
  • La sala radio
  • Le docce che non funzionavano mai e che bisognava aspettare per ore sperando di trovare acqua calda
  • Il freddo, la neve , la ginnastica
  • La camerata i letti a castello (cubo ed incubo)
  • Le canzoni alla radio
  • il poligono (il tavolato)
  • La guida dei camion
  • L'incidente e la cella di punizione
  • la guardia a monte Sabotino o in caserma
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2 tempo

Oggi alle 22.44
ciao ,sono molto contento di aver sentito la tua voce,con la caratteristica cadenza ternana, che a me' piace tantissimo,allora cominciamo da qualche domanda tua,nato a palermo e cosa ci faccio in prov . di alessandria, mio gradissimo papà aveva 5 figli di cui io ne faccio parte,e negli anni 50-60 come tu ben sai ci sono stati vere e proprie crisi economiche, e la sicilia e il meridione erano regioni molto povere, poi noi abitando in citta sentivamo di piu' la crisi di chi abitava in campagna.Cosi i miei genitori con un coraggio da brivido vendettero quelle poche miserie e ci trasferimmo in piemonte, con l'aiuto di un mio zio,noi a valenza e la maggior parte di quei treni zeppi di gente con valige di cartone e tante speranze, proseguivano verso torino. lasciata la sicilia che abitavamo in una casa discreta soleggiata sotto monte pellegrino,mi ricordo che ero sempre in strada appena potevo mi mettevo scalzo ero la felicita' la poverta la vedevo solo negli occhi di mio papa', avevo 6 anni non avevo mai preso un treno ogni volta che passavo dentro le gallerie sobbalzavo dalla paura, il viaggio durava 24 ore...basta caro Armanno inutile parlare ormai di queste cose sono stori un po di tutti quelli che anno dovuto lasciare la loro terra per potr vivere meglio.Ritornando a noi e al cinema Paradiso, Tieniti forte, mio Padre e nato a Bagheria e sposadosi si è trasferito a Palermo,La mamma di Tornatore si chiama Lo Galbo ed èra cugina di mio padre, bella storia ...... un po' di legame con il cinema ci sarebbe' ho trvato un po' di foto della nostra bella età, quando correvamo con le piume in testa, se mi fai avere una tua email te le mando

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Si Letterio anche io provo a raccontarti un po' storia della mia famiglia.
Dopo un nonno che non ha trovato fortuna in America negli anni 20, mio padre ha partecipato alla guerra e, preso prigioniero in Africa, ha poi trascorso, lavorando coattivamente in una azienda agricola in INGHILTERRA piu' di quattro anni.
Mi parli delle valigie di cartone che negli anni 60, anche la mia famiglia ha conosciuto. La casa colonica e la terra del Marchese (che senza far nulla prendeva il 50% di tutto) non era sufficiente a sfamare tutti tanto che, dei fratelli di mia madre, hanno dovuto lasciare il mestiere di contadino emigrando in Svizzera mentre altri sono andati a fare gli autisti oppure i carabinieri (in Somalia) ma tutti loro,, facendo enormi sacrifici, sono riusciti a rimandare ai nonni un "gruzzolo" sufficiente a costruire una casa di famiglia.

Io con il computer ci lavoro tutto il giorno e possiamo chattare con GMAIL o con Facebook; clicca se mi trovi su "amici on line" in basso a destra
Dopo Facebook mi è saputo più' comodo, perché posso dilungarmi a mio piacimento, scriverti su
http://ermannop.blogspot.com/ (clicca sopra questo link oppure copialo sulla barra indirizzi) .
Dimmi poi se sei d'accordo a pubblicare questi nostri "deliri" magari riusciamo a trovare altri militari con cui siamo stati insieme a Sacile.
Di altri nomi ti ricordi? Se me li passi proverò a trovarne le tracce su Internet. Con il tuo nome ne ho trovate sia della tua attività commerciale che fisica (ho visto classifiche di corse podistiche e ciclistiche)

Buona notte anche a te
Ermanno