martedì 28 febbraio 2012

IL PERMAFROST SI STA SCIOGLIENDO


Aumento eccezionale dell'emissione di metano in Artico.

https://plus.google.com/108355831737349763638/posts/WzkR5fdAgiH  link del mio post su Google Plus


Sembra una questione che non ci riguarda (l'Artico è lontanissimo) ma il metano provoca un effetto serra 20 volte più grande che la CO2. Seguo dal 2008 questo fenomeno ed ogni anno la situazione peggiora ....
"The release of this once captive carbon from destabilised ocean sediments and permafrost would have catastrophic effect on our climate and life on Earth, warn the scientists."

Scioglimento del Permafost influisce sul riscaldamento globale


Un team di ricercatori internazionali guidato dagli scienziati dell’Università dell’Alaska, Natalia Shakhova e Igor Semiletov annunciano che una sezione del fondale del Mare Artico che contiene vaste quantità di metano, mostra segni di instabilità e inizia a rilasciare nell’atmosfera il gas.
L’equipe del dottor Semiletov, che esegue ricerche da circa 20 anni sui fondali della piattaforma artica della Siberia orientale, ha pubblicato uno studio del 2010 i cui risultati sono anche stati pubblicati il 5 marzo su Science, mostrano che il permafrost del Mare Artico a Nord Est della Siberia, considerato una barriera impermeabile per il metano sottostante, inizia a perforarsi e a rilasciare grandi quantità di metano nell’atmosfera.
Il rilascio anche solo di una frazione del metano conservato sotto quei fondali potrebbe innescare un immediato riscaldamento dell’atmosfera.
By WcP.Observer - Posted on 06 March 2010

Arctic Ocean seabed is thawing & releasing greenhouse gases. Methane, trapped in the permafrost, 25 times more powerful than carbon dioxide, is bubbling out faster than expected
Researchers believe the Arctic Ocean seabed is thawing in patches and releasing greenhouse gases. Methane, trapped in the permafrost, 25 times more powerful than carbon dioxide, is bubbling out of the frozen arctic faster than expected.
igniting bubble of methane on Alaska’s Steward Peninsula
Researchers ignite a bubble of methane on Alaska’s Steward Peninsula.
methane leaking from East Siberian Arctic Shelf into atmosphere at alarming rate
Methane is leaking from the East Siberian Arctic Shelf into the atmosphere at an alarming rate. The amount leaking from this locale is comparable to all methane from rest of the world's oceans put together. Methane is a greenhouse gas more than 30 times more potent than carbon dioxide.
Left: Researcher ignites a pocket of methane. Right: methane bubbles trapped in lake ice in Siberia in early autumn


Il Mare Artico a Nord Est della Siberia è un’area ricca di metano che riveste più di 2 milioni di chilometri quadrati di Mare del Nord, quindi una superficie tre volte più grande della vicina tundra siberiana, che era stata considerata, prima di questo studio, come la principale sorgente di metano nell’Emisfero Nord.
Natalia Shakhova, ricercatrice all’UAF International Arctic Research Center , dichiara che : “la quantità di metano che attualmente fuoriesce dal Mare Artico a Nord Est della Siberia è comparabile con la quantità che viene rilasciata da tutti gli oceani della Terra.


Foto per gentile concessione di Zina Deretsky / National Science Foundation, Sergey Zimov, AP Photo / Natura, Katey Walter, Getty Images, e Buffalo News

Il permafrost sottomarino sta perdendo la sua capacità di essere un mantello impermeabile.”
“Il rilascio in atmosfera di solo l’1% del metano che si pensa sia contenuto nel sottile strato di depositi organici potrebbe alterare l’attuale contenuto del gas in atmosfera da 3 a 4 volte gli attuali, con conseguenze per il clima difficili da predire.”
Shakhova, Semiletov e collaboratori da 12 diverse istituzioni di 5 paesi hanno pianificato di continuare i loro studi nella regione, tracciando le sorgenti di metano e prelevando nel fondo marino campioni di permafrost, per capire meglio quanto metano vi sia imprigionato.
Fonti bibliografiche:
Science
Natural Science Foundation
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Arctic Methane Outgassing On The East Siberian Shelf: A Primer Plus an Interview with Dr. Natalia Shakhova

By Climate Guest Blogger on Jan 19, 2012 at 3:56 pm
Reports of extensive areas of methane — a powerful greenhouse gas — bubbling up through the shallow waters of the East Siberian Arctic Shelf (ESAS) have generated more questions than answers. .......segue su http://thinkprogress.org/romm/2012/01/19/406762/arctic-methane-outgassing-on-the-east-siberian-shelf-primer-interview-dr-natalia-shakhova/.......
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Giganteschi pennacchi di metano che affiorano sulla superficie del Mare Artico: fenomeni, sempre più frequenti sempre più impressionanti per dimensioni e intensità, al largo della Siberia orientale, che avvalorano purtroppo gli scenari più catastrofici del riscaldamento globale
Giganteschi pennacchi di metano dai fondali del Mar Glaciale Artico
Giganteschi pennacchi di metano, che si sprigionano dal fondo del Mar Glaciale Artico e affiorano sulla superficie su un’area vasta fino a mille metri di diametro: questi fenomeni, sempre più frequenti al di là del Circolo polare artico, al largo delle coste orientali della Siberia, e sempre più impressionanti per dimensioni e intensità, avvalorano purtroppo gli scenari più catastrofici del riscaldamento globale, quelli che considerano i ghiacci polari una potenziale bomba ecologica per le enormi quantità di metano che vi si trovano intrappolate dentro. A causa del global warming, che sta sciogliendo i ghiacci polari, rischia infatti di innescarsi un circolo vizioso in cui man mano che il permafrost si ritira vengono liberate quantità sempre più massicce di metano, un gas serra con un potenziale di riscaldamento globale circa 20 volte superiore dell’anidride carbonica, accelerando a sua volta il surriscaldamento globale.
Igor Semiletov, dell’International Arctic Research Centre dell'Università dell'Alaska Fairbanks, alla guida della spedizione che ha condotto la ricerca, ha raccontato in un’intervista esclusiva all’Indipendent che quest’estate la nave su cui si trovava a bordo ha scandagliato 25 chilometri quadrati di fondale al largo della Siberia orientale: “Prima trovavamo strutture simili a torce del diametro di qualche decina di metri. Ma per la prima volta abbiamo trovato strutture continue e potenti di oltre un chilometro di diametro. Sono rimasto colpito dalle dimensioni e dalla densità dei pennacchi di gas. In un'area relativamente piccola ne abbiamo trovato oltre 100, ma in un'area più ampia ce ne devono essere a migliaia”. In una ricerca pubblicata nel 2010 Semiletov stimava che le emissioni di metano da questa regione ammontassero a otto milioni di tonnellate l'anno, ma alla luce dei nuovi studi i dati vanno rivisti in maniera sostanziale. Gli scienziati stimano infatti nell’ordine di centinaia di milioni di tonnellate la quantità di gas racchiusa sotto il permafrost artico, che si estende dalla terraferma al fondo del relativamente poco profondo mare della piattaforma artica della Siberia orientale. (f.n.)



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Siberia, aumentano le emissioni di metano
Pubblicato: lunedì 11 gennaio 2010 da Marina
Parlavamo un anno fa delle emissioni di metano che si stanno verificando nella regione siberiana. Gli scienziati hanno scoperto quello che sembra essere un ulteriore drammatico aumento di rilascio di questo gas, il metano appunto, i cui effetti di riscaldamento dell’atmosfera sono di 20 volte più potenti della CO2.
I risultati provengono da misurazioni dei flussi di CO2 in tutto il nord della Russia, condotte da Igor Semiletov dell’Università dell’Alaska. Ha spiegato Semiletov: E in corso rilascio di metano attraverso la piattaforma di ghiaccio della Siberia orientale e sembra più forte di quanto si supponesse.
Semiletov è il maggiore esperto nel campo avendo seguito negli ultimi decenni le infiltrazioni infiltrazioni di metano nella regione e dirige il Siberian Shelf International Study (ISSS), con cui ha condotto numerose spedizioni scientifiche nell’Oceano Artico. I risultati preliminari sono ora in corso di pubblicazione.
Le emissioni di metano sono aumentate già dalla scorsa estate quando ha iniziato a sciogliersi un gigantesco deposito di gas congelati in quanto le zone siberiane si stanno dimostrando molto sensibili all’aumento delle temperature. In un primo tempo gli scienziati avevano pensato che la maggior parte del metano sarebbe stata assorbita dal mare. Secondo un recente rapporto del professore Semiletov, invece, il metano ha superato la barriera delle acque marine e sta raggiungendo l’atmosfera. Per ora il metano è presente sul fondo marino in quantità 100 volte superiori alla norma.
Secondo Orjan Gustafsson, docente dell’Università di Stoccolma che compie i rilievi a bordo di una rompighiaccio, per ora non c’è alcun motivo di allarme anche se la situazione va costantemente monitorata:
Il metano che fuoriesce dal permafrost marino è in concentrazioni di 100 volte e in taluni casi di 1000 volte superiori alla norma. E’ importante capire ora a che velocità è rilasciato. Vi è un timore reale che un cambiamento climatico possa essere causato dal disgelo della Siberia e dal conseguente rilascio del metano in atmosfera. Tuttavia non sappiamo quanto metano è intrappolato nel permafrost marino. Secondo alcune stime sarebbero 1.600 miliardi di tonnellate - circa il doppio di quanto CO2 è presente attualmente in atmosfera.
Il permafrost marino è stato fino a pochi anni fa stabile. Fino a quando cioè non è iniziato il cospicuo rilascio di metano. L’alta concentrazione di metano in atmosfera alimenta l’effetto serra e si accelera l’effetto serra che a sua volta contribuisce a scongelare ulteriormente il permafrost in un processo dunque che i autoalimenta. Lo scenario peggiore è rappresentato dall’immediato e veloce rilascio di metano, come probabilmente si sarebbe già verificato una volta sul Pianeta. Secondo un rapporto del NOAA, la temperatura nella primavera siberiana nel periodo 2000-2007 è stata di una media di 4 gradi C più elevata rispetto alla media registrata nel periodo 1970-1999.
Via | BBC News
http://www.iarc.uaf.edu/en/publications di Semiletov Igor



Tradotto (da me poco e male)  con l’aiuto di Google translate da
I ricercatori ritengono che il fondale dell'Oceano Artico si sta scongelando con il rilascio di gas a effetto serra. Il metano, intrappolato nel permafrost, 25 volte più potente dell'anidride carbonica, sta fuoriuscendo dalla regione artica più rapidamente del previsto.
I ricercatori accendono una bolla di metano sulla penisola Alaska Steward


Il metano fuoriesce dall’Artico Siberiano nell'atmosfera a una velocità allarmante.
La quantità che fuoriesce da questo sito è paragonabile a tutto il metano dal resto degli oceani del mondo messi insieme.


Il metano è un gas serra più di 30 volte più potente del biossido di carbonio.
A sinistra: Ricercatore accende una sacca di metano. A destra: le bolle di metano intrappolate nel lago di ghiaccio in Siberia all'inizio dell'autunno.
Gli esperti internazionali sono allarmati. Il metano è un gas serra - 25 volte più potente del biossido di carbonio - che si trova congelato nei sedimenti e nel permafrost, il suolo ghiacciato che rimane al di sotto di 0° per diversi anni , nelle piattaforme artiche continentali.
Il permafrost è stato pensato per fungere da barriera a prova di perdita,  sigillando il metano, ma l’innalzamento delle temperature artiche sta scongelando il permafrost, con un rilascio di metano ad un tasso 5 volte più veloce del solito.
I risultati si basano su nuove tecniche di misurazione più precise. Grandi quantità che entrano nell'atmosfera, ha concluso, potrebbero portare a "bruschi cambiamenti del clima che probabilmente possono essere irreversibili." Come l'aria più calda disgela il suolo artico, fino a 50 miliardi di tonnellate di metano potrebbero essere liberate solamente dai laghi siberiani, secondo la ricerca di Walter. Ciò equivarrebbe alla quantità di 10 volte più grande del metano attualmente presente nell’atmosfera. La quantità di metano che fuoriesce dalla piattaforma artica della Siberia orientale è paragonabile a tutto il metano del resto degli oceani del mondo messi insieme.
Originale su http://www.worldculturepictorial.com/blog/content/arctic-heats-thaws-permafrost-sealing-methane-greenh