giovedì 13 marzo 2014

LE LINEE GUIDA PER LA CORRETTA NUTRIZIONE IN ONCOLOGIA


I consigli alimentari di ARTOI per la prevenzione dei tumori e la gestione delle complicanze patologiche

17.11.2012. Una delle missioni per cui ARTOI (Associazione Ricerca di Terapie Oncologiche Integrate) è nata è fornire ai malati di cancro utili informazioni sui problemi nutrizionali sia a scopo preventivo e sia per affrontare varie problematiche durante la malattia stessa, con l’obiettivo di diffondere valide e solide raccomandazioni teoriche unite a consigli pratici.

La domanda è: come può un alimento aiutare a combattere una malattia come il cancro? La risposta è semplice: il cancro è una cellula impazzita (mutata) e come tutte le cellule si deve nutrire ed eliminare gli scarti, ecco come possiamo intervenire conoscendo il suo metabolismo. È stato, inoltre, dimostrato in laboratorio che alcuni alimenti sono capaci di rallentare la crescita delle cellule tumorali così come altri la favoriscono. Infine moltissimi alimenti agiscono sul microambiente, ovvero lo spazio tra cellula e cellula: in tal modo facilitano il lavoro del sistema immunitario, e ostacolano le cellule tumorali impedendo loro di crearsi un ambiente che ne faciliti la crescita.
1° Raccomandazione: nelle terapie oncologiche un’alimentazione guidata è importante quando una chemioterapia ben modulata.
L’alimentazione in Oncologia non può e non deve essere semplice proscrizione come spesso accade (il classico consiglio del medico: no al latte e alla carne rossa), ma è una selezione ragionata e personalizzata degli alimenti attraverso una consulenza specialistica utilizzando le informazioni provenienti da strumenti diagnostici avanzati come Test genetici, BIA, Lipidomica e altri.
2° Raccomandazione: nel cancro è fondamentale attivare l’autofagia. Praticare la restrizione calorica pre-chemioterapia di 48 ore.
Uno studio recente, pubblicato su Science Translational Medicine, ha dato un nuovo e importante impulso alle già note conoscenze sulla restrizione calorica/digiuno: coordinato dal genovese Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità alla University of Southern California di Los Angeles, e realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto Gaslini di Genova, diretto da Vito Pistoia, ha dimostrato che un breve digiuno (48 ore prima della chemioterapia) in un modello animale di neuroblastoma protegge le cellule sane, che riposano come in uno stato di ibernazione in attesa di nuovo nutrimento, e rende più vulnerabili le cellule malate, riduce gli effetti indesiderati della chemio e protegge anche dalla metastasi. Il digiuno destabilizza le cellule ammalate, che cercano, invano, altre vie per rigenerarsi di fatto indebolendosi perché solo le cellule sane possono sopravvivere al digiuno. Tale protocollo è già in uso al Norris Cancer Center di Los Angeles.
3° Raccomandazione: manipolazione nutrizionale della cellula neoplastica per aumentare l’efficacia della chemioterapia.
Il gruppo di lavoro ed esperti, in una visione multidisciplinare, hanno coordinato le linee guida in Oncologia secondo ARTOI che rappresentano le fondamenta dell’alimentazione nel malato Oncologico.
Obiettivo: conservare e/o recuperare un ottimo stato nutrizionale
I cibi da evitare- carni rosse e bianche, compreso insaccati. Eventuale possibilità di uso di agnello e coniglio se di provenienza biologica e naturale;
- pesce di grossa taglia. Specialmente se di provenienza non mediterranea;
- latte e latticini;
- zuccheri raffinati, escluso il fruttosio naturale;
- zuccheri complessi, pane con farine raffinate e pasta con semola di grano duro;
- patate, pomodori, melanzane, zucchine, peperoni, banane;
- frutta, durante il trattamento antiblastico è ammessa spremuta di limone, con aggiunta di un pizzico di bicarbonato di potassio o di sodio;
- acqua e bevande gassate;
- soia (limitatamente alle neoplasie del tratto genitale-mammarie).
I cibi consigliati- Pesce, preferibilmente quello “azzurro”;
- Verdure, preferibilmente crucifere, è ammesso pomodoro cotto;
- legumi (anche grano saraceno, orzo, farro, fave...);
- frutta: frutti di bosco (mela e pera, dopo i sei mesi di trattamento);
- uova;
- pane e pasta integrale/kamut/farro;
- formaggio stagionato (tipo parmigiano);
- semi di sesamo, per una corretta integrazione di calcio;
- latte di riso e di asina;
- olio extravergine (provenienza riconosciuta italiana – spremitura a freddo);
- frutta secca, consigliato 2 mandorle “fresche” alla mattina;
- foglia di prezzemolo (prima di ogni pasto);
- spezie: zafferano/curcuma-miscelata con un pizzico di pepe;
- vino rosso (½ bicchiere a pasto).
By Infosalute.info, le linee guida per la corretta nutrizione in oncologia