venerdì 13 giugno 2014

Lo Schindler delle opere d'arte italiane, il salvatore del 'bello"

Si chiamava Pasquale Rotondi, docente di storia dell'arte nonché Sovrintendente alle Belle Arti di Pesaro e Urbino. Competente, serio e meticoloso, Pasquale Rotondi è stao soprattutto una persona schiva che però si è trovata, suo malgrado, a prendere in mano le redini di parte della storia dell'arte. Ha quindi vestito i panni dell'uomo d'azione infaticabile e dell'organizzatore concreto e dinamico, al fine di portare a termine la sua 'missione impossibile?: salvare moltissime opere d'arte di inestimabile valore dalle grinfie dei Tedeschi e dei disastri della guerra in generale.

La sua attività è rimasta sconosciuta e lui dimenticato per ben 40 anni fino a quando finalmente nel 1984Oriano Giacomi divenuto da poco sindaco di Sassocorvaro, un piccolo paese situato sulle colline di Montefeltro, viene a conoscenza per la prima volta della sua storia. A narragliela è un anziano abitante che ha conosciuto personalmente il professore e che lo ha persino aiutato a trasportare le casse di quadri che continuamente affluivano in una rocca fortificata, posta al centro del paese, che serviva da nascondiglio.

Per il neo-sindaco la storia del coraggioso operato di Rotondi, raccontatagli dall'abitante di Montefeltro, è meravigliosa e non si capacita di come sia stato possibile che la vicenda fosse stata dimenticata per così tanti anni; vuole saperne di più. Scopre quindi che, finita la guerra, Rotondi è stato trasferito a Genova come sovrintendente alle Belle Arti e che da qui è stato chiamato a Roma come responsabile per il restauro della Cappella Sistina. Probabilmente, pensa, vive ancora lì.

Mentre continua le sue ricerche trova un trafiletto di giornale che riporta la fotografia del professore: nonostante sia vecchia di 40 anni non si perde d?animo e decide di partire per Roma a cercare quel volto. Qui si mette a gironzolare attorno al Vaticano tutte le mattine all'ora in cui presumibilmente Pasquale Rotondi si reca al lavoro. E infatti, pochi giorni dopo, ecco che svolta l'angolo di Piazza S. Pietro un uomo piccolo, anziano, molto somigliante alla fotografia. Indossa un abito marrone, tiene in mano una borsa nera gonfia di carte e ha un passo piuttosto deciso per la sua l'età. Oriano Giacomi lo raggiunge al centro della piazza e lo ferma timidamente: 'mi scusi, - azzarda - è lei il professor Pasquale Rotondi? Il professore si ferma incuriosito: ? Sì, e lei chi è??. 'sono il sindaco di Sassocorvaro?. Rotondi lo guarda per un attimo pensieroso, poi si apre in un sorriso e dice: 'era ora che vi ricordaste di me?. E inizia a raccontare.

Siamo nel 1938, soffiano venti di guerra e Pasquale Rotondi,  professore di Storia dell'Arte presso l'universita? di Urbino, viene incaricato dal Ministro dell'Istruzione Bottai e dal funzionario Carlo Giulio Argan di individuare nel territorio delle Marche un luogo dove conservare e proteggere l'immenso patrimonio artistico italiano dalla guerra che pare imminente e dalle eventuali razzie dei Tedeschi.

Già dal 1938 Hitler non aveva fatto mistero di invidiare all'Italia la sua incommensurabile ricchezza artistica e Mussolini, d'accordo con il Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, aveva inviato a Berlino una serie di capolavori della pittura rinascimentale per compiacere l'alleato tedesco.

Pasquale Rotondi quindi si mette al lavoro: individua nella rocca di Sassocorvaro il primo rifugio ideale per proteggere le tele piu' preziose che nel frattempo inizia a radunare prima dalle Marche e poi da tutta Italia.
In quell'inverno del 1939/ '40, quindi, con una vecchia balilla e un autista, col sole e con la neve, di giorno e di notte, Rotondi compie innumerevoli viaggi per mettere in salvo tra le spesse mura della rocca fortificata quanti piu' capolavori riesce a raccogliere.

La sua missione, ovviamente top secret, viene definita 'Operazione Salvataggio'.  Ma presto tra gli addetti ai lavori si sparge la voce di quel magnifico rifugio che per non dare nell'occhio viene chiamato da tutti 'Il Ricovero'. E quando si avvicina il pericolo che anche l'Italia possa diventare campo di battaglia, i sovrintendenti, i vescovi, gli studiosi di Milano, Venezia e Roma, si mettono in contatto con lui per affidargli in custodia anche le loro opere.
Ma la Rocca di Sassocorvaro e' ormai piena: Rotondi è costretto a cercare nuovi locali sicuri, e li trova nei sotterranei del Palazzo dei Principi di Carpegna, sempre nel Montefeltro, e quindi nel castello di Urbino.

Durante la guerra
Ben presto, non senza rischi, con i pochi uomini a disposizione e gli scarsisissimi mezzi che il Ministero gli ha dato, Rotondi si ritrova a essere il solo responsabile della custodia delle preziosissime tele dei principali maestri della pittura italiana provenienti dalle chiese e dai maggiori musei di tutta Italia, quali: Caravaggio, Tintoretto, Giorgione, Tiziano, Botticelli, Leonardo, Perugino'
Nel frattempo la guerra arriva anche nel Montefeltro. I Tedeschi in ritirata si arroccano sulla linea gotica che passa proprio per il piccolo paese di Sassocorvaro.
Ora Rotondi ha veramente paura, i Tedeschi infatti occupano tutti i locali, compresi quelli della rocca. E gli alleati cominciano a bombardare.

Tuttavia Rotondi riesce a salvare tutti i quadri all'avidità di Hermann Goering e dello stesso Hitler, che amavano collezionare opere dell'arte italiana trafugandole nelle zone controllate dalla Wehrmacht e dalle SS. Riesce a salvarle rischiando la sua stessa vita e quella dei suoi famigliari, cimentandosi in imprese rocambolesche erischiosissime come quella di passare la notte con la Tempesta del Giorgione e altre famose tele nascoste sotto il letto della sua casa di campagna.

Grazie al suo coraggio, nel 1986 il Comune di Urbino gli ha attribuito la "cittadinanza onoraria".

Il 2 gennaio del 1991, a 82 anni, Pasquale Rotondi muore a Roma investito da una motocicletta. In  ricordo delle sue gesta è stato istituito a Sassocorvaro il "Premio Pasquale Rotondi" da assegnare ogni anno a chi si è distinto per particolari meriti proprio nel salvataggio di opere d'arte.