sabato 18 agosto 2018

Il paese di tutti Re

C'era una volta un paese in cui per essere sinceri bisognava recitare, per scrivere la verità servirsi di una menzogna. Uno doveva cambiare nome, voce, inventarsi di essere un assassino, mettersi a gridare alla radio o su un giornale che era un condannato a morte e fra trecentotrentatré giorni sarebbe stato giustiziato, allora poteva dire la sua, oppure niente. Così potevi essere sincero altrimenti eri matto.
Era un paese nobile e antico, diventato, da una decina d'anni, feroce e ingenuo, due caratteristiche umane che si accoppiano nelle tragedie e nelle catastrofi: l'eruzione di un vulcano, il crollo di una diga o delle tribune di uno stadio, quando per salvarsi si calpestano ferocemente donne e bambini, ma in preda al panico si fugge ingenuamente nella direzione sbagliata, il luogo dell'esplosione, la bocca del cratere, le fauci del drago.
Risultati immagini per tutti re
Che cosa fosse veramente accaduto è difficile dirlo, chi dava la colpa alla tele, chi a un nano malefico o a entrambi, e chi a quelli che se la raccontavano così (ho già detto che erano tutti sia feroci che ingenui). Fatto sta che da un giorno all'altro la gente cominciò a guardarsi in cagnesco, a invidiarsi, a sparlare, a dirsi tu di qua io di là, e per qualche tempo ci si schierò sotto opposte bandiere, i Noi e i Loro, poi neanche quelle. Tutti indossarono la stessa casacchina, prodotta dalla stessa Multinazionale del Tutto Esaurito, ma su ciascuna c'era scritto Io, e per questo, con feroce ingenuità, tutti si credevano i re del mondo. Formarono partiti di re, sindacati di re, televisioni e giornali di re, lobby di re, mafie di re. Si adulavano per quanto denaro possedevano. Più dicevano banalità più si arrapavano. Se a qualcuno veniva un'idea intelligente o una parola d'oro lo mettevano al muro. I re poveri, la maggioranza del paese, non contavano una sega, facevano i sudditi, ma con la corona di cartone. Avevano un solo obiettivo: fare più soldi possibile e scalzare i re con la corona d'oro. Erano pronti a calpestare le proprie madri, mogli, bambini. Questo, da una decina d'anni, e non se ne vedeva la fine.
C'era una volta, e c'è ancora, un paese di tutti re. Un paese dove nessuno sapeva più, profondamente, che cosa significa noi. Se ci provava, gli veniva un raglio di uno o più io-io-io. Non posso dirvi come questa favola andrà a finire. Sono un re con la corona di carta extrastrong, posso permettermi di fare quello che mi pare e piace, anche tacervi, se lo sapessi, il finale. Così voi, che potete smettere di leggere, tanto lo sapete qual è il paese in cui "Ogni volta che torno" mi scrive un lettore, Andrea: "avverto la perdita di quello che era l'amore per la libertà di questo popolo. Giorno dopo giorno, a pezzi, come calcinacci di un muro. Era il popolo più raffinato del mondo, oggi un'accozzaglia di esseri stravolti, nevrotici, pieni di firme sui jeans, e occhiali da sole portati anche quando è sera o c'è nebbia. E sempre più autoritari e servili allo stesso tempo."
La mail mi è arrivata in questo istante. Mentre scrivevo "feroci e ingenui", Andrea precisava "autoritari e servili". Piccole parentele spirituali, collusioni emotive, ci si capisce senza essersi letti, senza conoscersi. Nel regno della comunicazione totale facciamo così fatica a trovare dei nostri simili che siamo stati costretti ad affinare la telepatia. Perché in quel paese dei re era precipitata anche la forma più elementare di cortesia. Telefonavi e rimanevano in silenzio. Scrivevi una partecipazione o mandavi un dono, e non ti rispondevano più neanche con un modestissimo grazie. Se non eri immediatamente funzionale ai loro onnipotenti desideri o interessi privati, sparivi. Se non eri allineato a qualcosa di ben più profondo che un partito o una linea politica, allineato a uno stile affaristico di esistere, o alla guerra fratricida per qualche corona di merda, diventavi invisibile. Nessuno ti diceva niente, si era liberi -dicevano- ma i re erano intenti ad allargare le loro sfere di influenza, ed erano sempre incasinati e stanchi. A un certo punto successe l'inverosimile: chi stava elemosinando o faceva la fila all'ufficio di collocamento, quando passava un re doveva consolarlo. Era già accaduto altrove. Qualcuno, per esempio, spariva. Ma dove l'hanno portato? chiedevano al portiere. "Non lo so, niente di grave. Ma certamente quello lì avrà combinato qualcosa." E allora nessuno poneva più domande, per non venire implicato.
Essere vivi, "anche percossi e curvi", come scrive Evtušenko in una sfavillante poesia contro il suicidio, "è un minuto cometa codaverde, rubato al grande carro d'universo. Ferma il coltello. Ridi!"
Io rido e mi fermo, smetto di essere un racconto, come ha sempre mentito la striscia qui in alto. In realtà non sono mai stato un racconto. Tranne ora. Ho cominciato quest'ultimo pezzo dicendo: c'era una volta un paese in cui per essere sinceri bisognava recitare, per scrivere la verità servirsi di una menzogna. Ma dieci anni fa non avrei neppure immaginato che sarei dovuto finire, per scrivere un normalissimo articolo, su una piattaforma petrolifera al largo di Gibilterra. O raccontarvi di una creatura meravigliosa di nome Jemima, che in questa stanza di Roma non si sarebbe mai sognata di suonare al campanello. La verità è brutta, non ha oceani né cormorani. Credo che ormai per raccontare l'Italia senza sporcarsi bisognerebbe essere il cieco Omero o un uccello dell'aurora. Ringrazio l'Unità che mi ha pubblicato. Ringrazio te che mi hai letto e sopportato. Certe parole come certe carezze sopravvivono ai re.
di Diegp Cugia
Link di Audio e video salvati da me su Youtube
Link di Audio, da Alcatraz”  (Rai Radiodue, 1998/99) e da “Zombie”  (Radio 24)
Altre notizie
https://www.diegocugia.com/telegramma-da-jack-folla/

lunedì 2 luglio 2018

Un fallimento da 146,7 milioni, inchieste giudiziarie e veleni: si scoperchia il pentolone del Sistri?

L’appalto d’oro (e segreto) per tracciare i rifiuti. 

Stanziati 147 milioni senza gara e col sospetto di costi gonfiati. Nuovo stop al sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi: la Selex (Finmeccanica) nella bufera.

Nell'annus horribilis di Finmeccanica non mancava che questo. «Fallimento» è la parola con la quale si chiude la relazione della commissione parlamentare d'inchiesta sulle ecomafie a proposito del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che viaggiano su e giù per la penisola realizzato dalla Selex service management.
«Fallimento» accompagnato, per giunta, da un velenoso strascico di polemiche e inchieste giudiziarie che coinvolgono gli ex vertici della società, dirigenti pubblici e subappaltatori. Con il sospetto, formulato dai magistrati, di distrazione di fondi pubblici. E non proprio bruscolini, considerando le dimensioni del contratto affidato all'azienda del gruppo Finmeccanica: 146,7 milioni in cinque anni.
La storia, raccontata nell'ultimo rapporto della commissione presieduta da Gaetano Pecorella, presenta aspetti assolutamente originali. A cominciare dalla tempistica. Perché in un Paese nel quale le norme europee vengono applicate con ritardi biblici non capita tutti i giorni che una direttiva di Bruxelles venga addirittura anticipata.

C'è scritto nel documento che il 5 dicembre 2006, quasi due anni prima che la tracciabilità dei rifiuti speciali venga prevista da una disposizione Ue, gli emissari della Selex si presentano al ministero dell'Ambiente dal direttore generale Gianfranco Mascazzini con il progetto già fatto. Ministro è il verde Alfonso Pecoraro Scanio e la faccenda prende una piega incredibilmente rapida, per gli standard italiani.

Tanto che a febbraio 2007 il piano per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi viene secretato per ragioni di sicurezza nazionale e immediatamente si affida l'incarico di realizzarlo alla ditta della Finmeccanica. Senza battere ciglio, se non quando nel gennaio del 2008, rivelerà alla commissione Pecorella il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, la Selex comunica che «l'impegno di risorse umane ed economiche è pari a 1,5 miliardi di euro». Al ministero si fanno una risata, ma a nessuno viene in mente di rimettere in discussione gli accordi,

Nel 2008 torna a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi e il dossier Sistri è l'unico fra quelli avviati dal centrosinistra che non si smonta. Poco importa che la Selex, nel frattempo, abbia fatto causa al Poligrafico dello Stato, cioè al Tesoro (che è pure il proprio azionista di riferimento), in seguito alla decisione di sciogliere la loro joint venture per la carta d'identità elettronica. Anzi.
Pensano di usare quel sistema anche per l'immondizia della Campania, visto che lì il progetto per controllare il trasporto della spazzatura, comicamente battezzato «Sirenetta» e costato 9,3 milioni, è fallito miseramente perché i camionisti si rifiutavano di montare i localizzatori sui mezzi. Il 5 settembre Berlusconi firma un secondo atto di secretazione e un annetto dopo il contratto vero e proprio con la Selex, classificato come «riservato», vede la luce: 146 milioni 715 mila euro.

Già qui, dice Pecorella, qualcosa non quadra. Perché mai l'appalto per un sistema che funziona con black box montate sui camion che trasportano i rifiuti e chiavette da computer nelle quali vengono registrati i dati dev'essere segreto e non sottoposto a gara? La commissione sottolinea che in questo caso non c'è stata nemmeno la «scelta comparativa» comunque prevista per gli appalti pure segretati, ma si è fatto un puro e semplice «affidamento diretto del contratto».

E poi i subappalti assegnati all'imprenditore privato napoletano Francesco Paolo Di Martino. Per questo lavoro, chissà perché, viene impiegato personale di un'azienda pubblica, la Abruzzo engineering, di cui l'amministratore delegato della Selex, Sabatino Stornelli, è consigliere. Non basta. Stornelli, originario di Avezzano, in provincia dell'Aquila, è anche presidente di una squadra di calcio che si sta affacciando alle serie professionistiche, il Pescina Valle del Giovenco, di cui figura azionista l'ex deputato di Forza Italia Vincenzo Angeloni.

Come rivela a maggio scorso un'inchiesta di Emilio Casalini per Report di Milena Gabanelli, che alla vicenda dedica una puntata ustionante, per il Pescina è un periodo d'oro. Arrivano soldi: tanti soldi. Ma soprattutto spuntano personaggi di primo piano, come Paolo Rossi, che diventa vicepresidente.

Il Pablito del Mundial '82 è incidentalmente socio in un agriturismo toscano di Luigi Pelaggi, altra persona che ha fatto capolino nella storia: è il capo della segreteria tecnica del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. I soldi però finiscono presto e il Pescina nell'autunno 2010 non riesce a iscriversi al campionato. Stornelli ha già lasciato la presidenza. E chi ne ha preso il posto? Proprio Di Martino, il subappaltatore del Sistri.

Di coincidenza in coincidenza capita che al ministero qualcuno chieda un parere alla DigitPa. Il responso dell'authority è terrificante. L'elenco delle anomalie, sterminato. Fra queste, il fatto che il contratto non sia stato sottoposto al monitoraggio previsto per tutti quelli di valore superiore a 25 milioni. Di più.

Per la DigtPa, riferisce la commissione Pecorella, gli importi delle forniture sono superiori mediamente dal 25 al 29 per cento rispetto ai prezzi di mercato. Per le scatole nere il costo «congruo» sarebbe di 152,5 euro anziché 500, e per le chiavette di 5 euro anziché 75. Differenze non da poco.
Il parere della DigitPa viene contestato dall'Avvocatura dello Stato, ma il governo Monti decide che bisogna vederci chiaro. Perciò blocca l'avvio del Sistri almeno fino al 30 giugno prossimo. Lasciando la patata bollente ai successori. Già, ma quali?
Articolo di Sergio Rizzo dal Corriere della Sera
http://www.sistriforum.com/t9347-sistri-un-fallimento-da-1467-milioni
https://www.confartigianatovicenza.it/inchieste-e-7-rinvii-cambia-il-sistema-che-traccia-i-rifiuti-il-sistri-limitato-alle-scorie-pericolose/ 
#TerradeiFuochi #stopbiocidio #biocidio #fiumeinpiena #triangolodellamorte #RoghiTossici #stoproghi #emergenzarifiuti #registrotumori #ISDE #Marfella #LuigiCostanzo #PinoCiociola #Patriciello #MaurizioPatriciello #MicheleLiguori #RoberoMancini #iostoconsandroruotolo #iosonoambiente

sabato 12 maggio 2018

Siamo quello che mangiamo

Perché la chiave della felicità passa anche dai batteri



Forse i microbi intestinali non si limitano ad alterare la salute fisica, ma anche quella mentale. A raccontarlo è Alanna Collen, divulgatrice britannica con un dottorato in biologia evolutiva dello University College London, nel suo nuovo libro "I batteri della felicità"


Che la flora intestinale abbia una grande importanza per il benessere dell’organismo è noto da tempo. Ma negli ultimi anni il microbiota, cioè l’insieme dei differenti ceppi di microrganismi che vivono all’interno dell’intestino umano, è stato studiato con particolare attenzione, portando a scoperte inattese e rilevanti. L’ipotesi di partenza dell’autrice del libro, Alanna Collen – divulgatrice britannica con un dottorato in biologia evolutiva dello University College London – è quella secondo cui non solo le sofferenze di stomaco ma anche i problemi mentali sono in ascesa: e questo potrebbe essere un segnale del fatto che “il nostro corpo ha bisogno delle infezioni per mantenersi in equilibrio”, e che “insieme al benessere arriva la cattiva salute cronica”. Affermazioni indubbiamente provocatorie, anche se l’autrice raccoglie nel suo libro una gran quantità di testimonianze ad avvalorare la sua ipotesi.

(Foto: Hoepli)

Alanna Collen
I batteri della felicità. Perché i microbi del nostro corpo sono la chiave per la salute e il benessere
Hoepli, 2017
pp. 287, Euro 22,90
Esperimenti realizzati su animali dimostrano che la gestione del peso corporeo non dipende dalla quantità di calorie ingerite con la dieta: nutrizione, regolazione dell’appetito e immagazzinamento dell’energia rappresentano un sistema estremamente complesso che dipende dall’equilibrio del microbiota. In topi di laboratorio, alimentati con la stessa dieta, è stata studiata la presenza di differenti specie di batteri intestinali, i Firmicutes e i Bacteroidetes, scoprendo che nei topi obesi la percentuale di Firmicutes era molto più elevata rispetto a quella di Bacteroidetes. E se bastasse alterare il microbiota per trovare una terapia contro l’obesità? Anche se i meccanismi d’azione sono ancora in fase sperimentale, i primi esperimenti realizzati sulla specie umana sembrano confermare questa ipotesi.
Si sviluppano così nuovi modi di pensare: forse i microbi intestinali non si limitano ad alterare la salute fisica, ma anche quella mentale. Confrontati con bambini sani, riferisce Collen, un gruppo di bambini autistici presentava nell’intestino un numero dieci volte maggiore di Clostridia: questi batteri sono responsabili della produzione di una neurotossinache avrebbe potuto danneggiare il cervello dei piccoli fin dai primi giorni di vita.
Analogamente, l’aumento della celiachia, del diabete e di altre malattie autoimmuni può essere attribuito a una maggiore permeabilità dell’intestino a una varietà di proteine che possono passare nel sangue, provocando infiammazione cronica: l’interpretazione di questa permeabilità alterata porta a riconsiderare il ruolo protettivo del microbiota all’interno dell’intestino. Infatti molti microrganismi contribuiscono a “rivestire” la parete intestinale con sostanze che impediscono o permettono il passaggio di particolari molecole nel sangue: secondo Collen, lo sviluppo di molte moderne epidemie potrebbe essere ricondotto a reazioni eccessive del sistema immunitario stimolato da sostanze che, attraversando un intestino permeabile, provocano una infiammazione cronica. Un microbiota sano ed equilibrato, al contrario, rinforza l’integrità dell’intestino e protegge l’inviolabilità del corpo.
Il microbiota della pelle, formato anche esso da differenti specie batteriche, forma uno strato protettivo che tiene lontani eventuali agenti patogeni e regola le risposte del sistema immunitario contro eventuali infezioni. La diffusione di pratiche igieniche e l’uso spesso sconsiderato di antibiotici altera profondamente le relazioni tra i ceppi batterici ospiti, riducendo selettivamente alcune specie e rompendo equilibri complessivi. Talvolta, invece di eliminare definitivamente i patogeni, gli antibatterici possono indurre la sporificazione di batteri dannosi che torneranno a svilupparsi in condizioni ambientali appropriate.
L’invito dell’autrice, dunque, è quello di considerare l’importanza del microbiota ritenendolo una parte del sé, evitando di uccidere i batteri intestinali con farmaci non necessari e curandone piuttosto l’alimentazione con cibi appropriati. Ma di cosa si nutrono prevalentemente questi microrganismi? Oltre a un giusto equilibrio tra (pochi) grassi e (pochi) carboidrati, si nota che le popolazioni “ricche” hanno un microbiota tipico dei carnivori, mentre le popolazioni più povere hanno microbiota da erbivori. E l’obesità potrebbe essere dovuta non tanto al contenuto in dieta di grassi e zuccheri quanto ad uno scarso apporto di fibra. La somministrazione di fibra riduce la permeabilità intestinale facendo sì che meno nutrienti passino dall’intestino al sangue, riducendo un eventuale aumento di peso. I probiotici sono certamente un valido aiuto per ripristinare una flora batterica deteriorata da una cattiva alimentazione o dalla perdita selettiva di ceppi importanti, ma ci vuole molto tempo e molta perseveranza per ricostituire un microbiota funzionale. Di recente sono state anche sviluppate modalità controllate di trapianto di feci, per modificare o arricchire in ceppi pregiati la componente microbica di chi ne era carente.
Fin dalla nascita però è importante sviluppare in modo corretto il patrimonio batterico del bambino: nel parto naturale, nella fase di espulsione, il neonato entra in contatto con i microrganismi vaginali della madre che potranno svilupparsi nel tempo insediandosi al suo interno. Nel parto cesareo, ovviamente fatto in condizioni di sterilità, la trasmissione batterica da madre a figlio è molto limitata, e la sicurezza dell’operazione impedisce al bambino il contatto col microbiota materno. Collen suggerisce allora di portare sul viso e sulla bocca del bambino dei tamponi impregnati delle secrezioni vaginali materne, in modo da trasferire almeno una parte dei batteri che il piccolo avrebbe incontrato nel parto naturale. Questa procedura si sta già attuando in condizioni particolari, dove la cura per il microbiota proprio e altrui è diventata una esigenza culturale oltre che sanitaria. Così, anche se gli studi sperimentali riportati dall’autrice devono essere ancora verificati, rendersi conto di quanto siamo dipendenti dalla componente batterica del nostro organismo insegna a convivere con ospiti che sono parte integrante del nostro stesso corpo. L’attenzione alla vita microbica che si svolge nel nostro intestino può portare a importanti modificazioni della nostra salute, del nostro modo di essere e del nostro modo di pensare.

mercoledì 9 maggio 2018

Il meglio di PFM e DE ANDRE' - Concerto Live

Le canzoni di Fabrizio De Andrè con gli arrangiamenti della PFM




01. Bocca di rosa
02. Andrea
03. Giugno 73
04. Un giudice
05. La guerra di Piero
06. Il pescatore
07. Zirichiltaggia
08. La canzone di Marinella
09. Volta la carta
10. Amico fragile
11. Avventura a Durango
12. Sally
13. Verranno a chiederti del nostro amore
14. Rimini
15. Via del campo
16. Maria nella bottega di un falegname
17. Il testamento di Tito

Due album registrati dal vivo nel 1979/80
https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9_in_concerto_-_Arrangiamenti_PFM

sabato 16 dicembre 2017

LA TERRA DEI FUOCHI PURTROPPO ESISTE ED UCCIDE ANCHE OGGI

COSA SIGNIFICA AFFERMARE CHE IL 3% DEI TERRITORI AGRICOLI ESAMINATI SOLTANTO E' INQUINATO?

La intera Regione Campania è di 13.595 kmq. Posto che il rapporto di conversione kmq/ettaro e' 0,01 ha/kmq vuol dire quindi circa 1.359.500 ettari di territorio regionale complessivi. Di questi il territorio produttivo agroalimentare è pari a circa 136.872 ettari, cioè non piu' del dieci per cento dell'intero territorio regionale complessivo. Di questo dieci per cento sono stati esaminati circa 55mila ettari di terreno agricolo, cioe' quindi circa il 37 % del 10 % dell'intero territorio regionale.
I dati presentati attestano quindi che , nel territorio (agricolo) più controllato di Italia, e di questo ne siamo certi grazie all'ottimo lavoro di “Campania Trasparente”, risulta certamente inquinato non più del 3% del 37% di territorio agricolo esaminato pari comunque a non più del 10 % complessivo dell'intero territorio regionale.
Ma il restante 90 % di territorio regionale, che comprende anche gli oltre 2500 siti di discariche abusive censite, come sta?

1)  Terra dei fuochi” non è un luogo, quindi è un errore scientifico e metodologico uniformarlo a luogo in linea con una legge (che ha invece il senso e lo scopo di dare indirizzi di tipo gestionale/amministrativo), ma è un fenomeno : quello dello scorretto smaltimento di non meno di seimila tonnellate al giorno solo in Campania di rifiuti speciali industriali e tossici prodotti in regime di evasione fiscale e quindi ogni giorno da smaltire illegalmente cui si sommano oltre 22 mila tonnellate al giorno di rifiuti speciali, industriali e tossici legali ma che sono del tutto privi, da oltre trenta anni in regione Campania, di un qualsivoglia tipo di impianto a norma per il corretto smaltimento intraregionale di questa categoria di rifiuti come declarato da Ispra (18 luglio 2017);
2) sia nella Relazione Romano che da parte di Istituto Superiore di Sanita’ (Progetto Sentieri) che da parte di Asl Na2 nord da tempo , sia pure con percentuali e modalità differenti da ISS a Asl na2 nord a dati su tumori infantili appare chiarissimo e viene declarato, (oltre al gravissimo incremento di mortalità già noto da anni e dovuto anche ad una cattiva gestione dell’accesso alle cure in Campania), anche un incremento della incidenza tumorale nei periodi di tempo e per le specifiche zone considerate, impropriamente oggi note sotto il termine generico “Terra dei fuochi”. In particolare vengono rilevati eccessi di tipologie di cancro perfettamente interpretabili, da un punto di vista etio patogenetico, quasi come patologia da esposizione professionale come per esempio gli eccessi di incidenza di cancro della vescica, da anni direttamente correlabile alla esposizione ad esempio ad agenti tossici come il tricloro ed il tetracloroetilene, presente in tutti i pozzi analizzati e sequestrati dal vesuviano sino a Villa Literno e specifico indicatore di smaltimento illegale di prodotti chimici derivanti dall’industria manifatturiera “a nero” di scarpe, borse e vestiti; 

lunedì 25 settembre 2017

Genitori: uno dei mestieri più difficili


"Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci"
"C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista, ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!". Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in terapia occupazionale e che lavora con bambini, genitori e insegnanti.

Come si legge nell'articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici:

- 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale
- I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%
- Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%
- Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%.
- Quante altre prove ci servono per svegliarci?

Secondo l'autrice all'origine dei problemi attuali di molti bambini vi sarebbero i genitori e l'ambiente circostante.

Oggi i bambini vengono privati delle basi per un’infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, alimentazione equilibrata e numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all’aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.

Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori “digitalmente distratti”, genitori indulgenti che permettono ai figli di “comandare”, convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.

Cosa fare dunque? Ecco i consigli della psicoterapeuta ai genitori:

- Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici.
- Offrite al bambino uno stile di vita di bilanciato, ricco di ciò di cui ha bisogno, non solo di ciò che vuole.
- Non abbiate paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.
- Date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack
- Trascorrete almeno un’ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.
- Mettete via i cellulari durante i pasti
- Fate giochi da tavolo
- Fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici
- Assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.

Non gettate niente in mare, guardate le conseguenze.

Questo video è stato realizzato alle Midway,
un minuscolo atollo del Pacifico distante 2000 km da qualsiasi altra linea di costa.
Non ci vive nessuno, solamente uccelli, non crederai a ciò che vedrai.


MIDWAY a Message from the Gyre : a short film by Chris Jordan from Midway on Vimeo.

Ma non sono solo gli oceani ad essere inquinati da sacchetti e grandi residui, il Mediterraneo è saturo di invisibili, ma più pericolose, particelle di microplastiche!.
Per approfondire: https://goo.gl/uq3V51 https://goo.gl/MTtgnZ e poi https://goo.gl/KVA8ZW


giovedì 10 agosto 2017

Albina Colella vince la causa con Eni (Davide batte Golia)


La Compagnia petrolifera aveva citato in giudizio la professoressa Colella per diffamazione chiedendole 5 milioni di euro per danni subiti. Il Tribunale di Roma giudica la domanda di Eni infondata e anche temeraria

Il Tribunale Ordinario di Roma, prima  Sezione Civile con sentenza del 19.07.2017 n. 15676/2017 ha dato ragione alla Prof. Albina Colella, docente all’Unibas, rigettando integralmente la richiesta di risarcimento danni per diffamazione promossa da Eni contro professoressa. La Società petrolifera è stata anche condannata per lite temeraria.
Il Tribunale ha così sancito la legittimità dell’informazione scientifica svolta negli anni da Albina Colella, Ordinario di Geologia dell’Università della Basilicata.
La vicenda trae origine dalla divulgazione dei risultati della ricerca scientifica della Prof. Colella, sulle acque sotterranee dei suoli agricoli nell’area di Contrada La Rossa di  Montemurro, a ridosso del pozzo di reiniezione di scarti petroliferi “Costa Molina 2” in Val d’Agri.
La diffusione di quei dati aveva indotto Eni ad intentare una causa per diffamazione contro la scienziata.
Il Tribunale di Roma nella sentenza che dà ragione alla Prof. Colella, afferma che “l’art. 21 della Costituzione, che in questa sede trova diretta applicazione, costituisce un pilastro dello stato democratico e della effettiva possibilità per il popolo di esercitare la propria sovranità essendo stato correttamente informato ed avendo potuto conoscere l’opinione degli esperti in relazione ad ogni settore di rilevante interesse sociale o pubblico”.
La Prof. Colella, nell’esprimere soddisfazione per la sentenza, ha dichiarato: “Si è fatta definitiva chiarezza sull’approccio scientifico che ho mantenuto sulla questione, e si è sancito il diritto dei lucani ad essere sempre informati in materia ambientale senza dover subire alcun limite  o condizione”.
#ambiente  #colella #eni #inquinamento #petrolio #basilicata  Fonte:
http://www.basilicata24.it/2017/08/albina-colella-unibas-vince-causa-eni-47599/


mercoledì 9 agosto 2017

Perchè condividere le foto su Maps


Foto di luoghi visitati su Maps: aiuta chi vuol vedere quei luoghi prima di andarci o chi non può viaggiare.
Pizzo Bel Vedere13/05/15
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Questa foto è stata di aiuto ad altre persone più di 400.000 volte. Grazie per aver aggiunto questo splendido scatto su Google Maps.
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mercoledì 2 agosto 2017

22 PASSI D'AMORE e dintorni: Guadagnare con Internet, servendo la scienza e smascherando bufale: istruzioni per l’uso.




Guadagnare con Internet, servendo la scienza e smascherando bufale: istruzioni per l’uso.

(Post di Franco Sarbia)

Caro Cybernauta, se vorrai arricchirti con internet, prima di tutto dovrai scegliere una buona causa: Il giornalismo scientifico, ad esempio. Se saprai offrirti con la dovuta deferenza anche gli accademici di grido accetteranno con entusiasmo la tua disponibilità a divulgare i risultati del loro lavoro. In caso tu non sia laureato non ti devi preoccupare. Anche lo fossi in una disciplina non potresti avere competenza in tutte le altre delle quali sarà richiesto di occuparti. Ti spiegheranno loro cosa dire o non dire per pubblicizzare i loro saggi o sostenere i loro programmi di finanziamento alla ricerca. La crisi e la competizione per spartire gli scarsi contributi pubblici in costante riduzione ti saranno d’aiuto. All’inizio lo farai gratis, ma il tuo nome inizierà a circolare in rete associato a prestigiose personalità della scienza e presto ti frutterà articoli sulle più diffuse pubblicazioni on line e di carta. Con la legittimazione che avrai ottenuto non faticherai a trovare chi ti accoglierà sotto grandi ali protettrici e ti offrirà di condurre un blog. Questo favore in sé non ti servirà a lucrare. La scienza occupa un insieme di piccole nicchie di appassionati e su ciascun argomento non attira masse di lettori. Tu guadagnerai ad ogni contatto. Ma i click su temi specialistici sono scarsi e valgono quasi nulla. Quando t'occuperai di investimenti in ricerca il loro valore aumenterà anche di dieci volte, ma saranno sempre pochi. Con tutta la gente che s’è fatta prendere dalla mania di scrivere in internet il valore di mercato di un articolo è una miseria ormai. Lo constaterai quando qualche grande azienda comprerà un tuo pezzo per promuovere i suoi interessi. Se sarai proprio bravo ti ricompenserà candidandoti a qualche premio. Ma nell’insieme tanto impegno non sarebbe mai ripagato.

Però avrai conquistato la benevolenza dei principi dell’accademia e con questa una posizione “oggettivamente” inattaccabile. Chi se la prendesse con te parrebbe mettere in discussione la scienza stessa: a cominciare da Copernico, Galileo, Darwin. Il lucroso mestiere che ti propongo, come vedrai, ti obbligherà a nasconderti dietro ai luminari che avrai servito e all’editore che ti avrà ospitato. Perché ora potrai cominciare a vivere di rendita, finalmente. Hai capito bene: vivere di rendita, facendo lavorare per te i nemici che avrai saputo procurarti. Questi saranno i bersagli privilegiati di un benemerito servizio anti bufale del quale la popolazione della rete ti sarà eternamente grata: giacché per chiunque la frequenti è una priorità strategica discriminare le informazioni attendibili dalle panzane, qualunque sia il suo interesse. Una tale santa missione estenderà il tuo pubblico al di fuori dalla ristretta nicchia dell’interesse scientifico e renderà insospettabile la vera ragion d’essere del tuo lavoro.

Poiché i tuoi nemici saranno la tua principale fonte di guadagno dovrai sceglierli con cura. Innanzitutto non ti dovrai impicciare di portatori di bufale miliardarie: grandi stangate o tangenti per dirottare su interessi privati leciti o illeciti i fondi della ricerca. Ancor peggio se associati alla mafia. Ti sventrerebbero. Oltretutto sputeresti nel piatto in cui mangi. E addio guadagno. Neppure devi intrigarti di politica: saresti costretto a svelare da che parte stai e perderesti l’insindacabilità dei tuoi giudizi. Per il posizionamento che ti propongo sarebbe una débâcle definitiva. No, no.

La vigliaccheria (cyber cowardice) è l’utensile  base, la bussola, per non sbagliare bersaglio e andare a colpo sicuro nella scelta dei nemici che ti nutriranno. Tu devi puntare persone di interessi culturali evoluti ed eclettici, particolarmente attive nel mondo virtuale e in quello reale, impegnate contro ogni forma d’ingiustizia, con una reputazione da difendere, che mai e poi mai potrebbero nuocere o usare violenza a qualcuno. Non me ne volere se ti propongo di adoperare scientemente la vigliaccheria come principale strumento di lavoro. Per guadagnare molto avrai bisogno di molti nemici tuoi, che tu trasformerai in nemici della scienza. In molti ti attaccheranno pubblicamente e tu apparirai all’onor del mondo un fantastico supereroe: un cavaliere senza macchia e senza paura capace di combattere per difendere conoscenza e verità, solo contro tutti. Nessuno scoprirà il trucco della selezione dei più indifesi: che anzi, poiché intellettualmente dotati, in internet appariranno straordinariamente agguerriti.
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